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Di solito è utilizzata per ridurre lo spazio utilizzato trattenendo la maggiore quantità di informazione possibile, utilizzata spesso in Principal Component Analys

  • Enunciato SVD slide

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  • Immagine esplicativa

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Questo è qualcosa che si può applicare a qualunque matrice. Sono di particolare interesse le matrici con numero di colonne maggiore del numero di righe.1

  • Slide vecchia

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Relazione valori singolari con AAt

Con k ho il numero di numeri non zero che sono il rango della matrice. Questa matrice è particolare, la chiamiamo gramiano ed è sempre definita positiva.

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Quindi i valori singolari che sono gli autovalori della matrice sono

  1. se k è il rango di , ho k elementi diversi da 0.

Il motivo per cui succede quanto sopra è perché è come se stessi facendo il cambio di base per trovare una matrice diagonale! Cambio di Base, e non c'è nessuna relazione altra fra la matrice di A e il valore singolare, deve essere con AAt!

  • Relazione molto importante (!!!!!)

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Vettori singolari sinistri e destri

Definiamo in questo modo i vettori associati a che formano una base ortonormale rispettivamente di . E in particolare sono le colonne delle matrici

NOTA: è molto probabile che la relazione sotto che lega vettori singolari sinistri e destri sia errata perché sulla pagina di wiki u e v sono invertite. È più importante il fatto che i vettori singolari sinistri e destri sono rispettivamente autovettori di AAt e AtA.

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Decomposizione diadica

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In pratica con la decomposizione a valori singolari, e utilizzando i vettori singolari si può dimostrare che

Espandere questi calcoli è abbastanza easy creddo, perché la matrice di mezzo è molto semplice da gestire. L’intuito per sta parte (che è l’unica cosa di cui si è preoccupata di spiegare) è che è utile qui il concetto di un prodotto esterno che po

Risoluzione minimi quadrati con SVD

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  • Dimostrazione

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Regressione Polinomiale (!)

Abbiamo un insieme di dati, vogliamo creare un algoritmo che stimi la funzione migliore per approssimare i dati.

Siano dati un insieme di punti , sia un polinomio p così definito

, vogliamo andare a definire per bene i valori dei coefficienti in modo che aderiscano ai dati.

Per fare questo, in pratica è la risoluzione di certi errori.

In pratica mi costruisco la matrice di vandermonde per tutti gli input di dati, di n numero di colonne, con n l’esponente massimo del polinomio che voglio andare ad approssimare.

Poi faccio cose per minimizzare l’errori di questo e lo possono fare con SVD o minimi quadrati (nel cosi in cui il rango fosse giusto).

Importante per questa parte la matrice di vandermonde.

Pseudo inversa (4)

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Questa definizione ci permette di scrivere il problema dei minimi quadrati in modo più clean, infatti la soluzione della SVD diventa

, come se stessi prendendo l’inversa 😀, quindi ci permette di semplificare questa notazione.

Si può notare che l’inversa possiede tutte le proprietà della pseudoinversa.

In soldoni: inverto le matrici di vettori singolari e inverto tutti i valori singolari (prendo iil loro reciproco).

Importanti sono alcune loro proprietà (hermitiana per AA* e A*A, ossia simmetrica, inversa debole e l’altra boh).

Secondo la definizione di moore-penrose quelle 4 proprietà sono sufficienti per una pseudoinversa, in questo caso abbiamo la pseudoinversa della SVD, che è una cosa leggermente diversa (cioè istanziazione specifica della pseudoinversa).

Condizionamento in LSQ (non fare)

Questa sezione ha cose da ricordare a memoria (già leggermente presentate in precedenza) quindi non ha molto senso dare attenzione a sta roba brutta, imparare poi a memoria il costo dei vari argoritmi bruuh

Vogliamo in questa sezione andare ad indagare quanto influenza il numero di condizione tutte le tecniche che abbiamo introdotto in questo capitolo.

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Da ricordarsi di Norme e Condizionamento, che il condizionamento ci dice quanto cambia la soluzione quando cambio i dati (la b)